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Archivi di Agosto 2009

La Lega tira fuori le gabbie salariali, ma non servono: sono solo un ostacolo per intralciare la ripresa del Mezzogiorno

Le gabbie salariali per il Mezzogiorno sono un altro inutile e pregiudizievole ostacolo alla nostra ripresa. Sono l’ultima boutade della Lega, che pare averci preso gusto, e che va a pennello con il test di dialetto per gli insegnanti, guardacaso tutti o quasi meridionali vincitori di regolare concorso (senza prove di cultura lombarda), in attesa da anni e finalmente assegnati a scuole e città del Nord.

Più la Lega produce idee secessioniste, più sembra di vedere tessere una strategia di accerchiamento del Sud che presto o tardi lo estrometterà per legge dai piani di sviluppo nazionali, mentre di fatto già lo fa, associando i corposi tagli ai Fondi per le Aree Sottosviluppate alla bislacca idea di una nuova Cassa per il Mezzogiorno.

Ma l’agenda economica del Meridione deve ruotare su ben altro. Magari su questi tre punti a lungo trascurati: nuovi investimenti, infrastrutture nuove per un sistema moderno di trasporti e fiscalità di vantaggio come, ad esempio, il credito d’imposta che ha sostenuto l’avvio e consolidato tante PMI del Sud.

Quello che serve sul serio in questo momento di dura flessione dello sviluppo nazionale è una visione unitaria della ripresa economica dell’Italia, quindi di Sud e Nord, che non può sbarazzarsi delle energie e dei talenti del Mezzogiorno.

Agli illuminati ideologi padani vorrei ricordare che le gabbie non servono, e di pensare piuttosto a come volare, Nord e Sud, oltre la crisi.

Gli operatori specializzati di Villa Russo chiedono garanzie sul proprio futuro

Di positivo su Villa Russo c’è che i suoi 400 dipendenti vedranno pagate le spettanze di Giugno e Luglio. Dopodiché sta a noi come Regione Campania assicurarci che le ottime professionalità che rappresentano abbiano un solido futuro.

Pertanto, dobbiamo chiedere un piano di rilancio di questa clinica che ha fornito una così buona assistenza ai cittadini, e farlo subito dopo il 7 Settembre, dopo quindi il nuovo tavolo tecnico che ci dirà cosa vuole fare la società gestrice che ha proceduto da sola alla liquidazione, nonostante come Regione l’avessimo invitata più volte a discuterne.

I primi impegni di Settembre verso i lavoratori di Villa Russo dovranno essere questi. Sapere come saranno pagati i nuovi arretrati e non lasciare a secco le 600 famiglie che ne dipendono, sapere quali prestazioni sanitarie saranno ancora garantite e non privare le persone di un’assistenza che fino ad oggi ha dato pregevoli risultati.

Anche se tante cose sono ancora da definire per il futuro di Villa Russo, di una sono certo: una clinica che vanta reparti d’eccellenza come geriatria e cardiologia e crea occupazione non può essere lasciata a trattative vaghe, né tolta al nostro territorio.

Le parole di Pecorella demistificano ruolo e forza di chi lotta contro la criminalità

«Le parole di Pecorella su Don Diana, vero martire della lotta alla camorra, risultano inquietanti per diversi ordini di ragione» afferma il Consigliere Regionale del PD Antonio Amato «Ma innanzitutto fanno raggelare il sangue per il tipo di linguaggio utilizzato, per quanto viene detto tra le righe. Si lanciano messaggi inquietanti che demistificano ruolo e forza di quanti lottano contro la criminalità organizzata a costo della propria stessa vita. I risultati ottenuti in questi mesi contro la camorra sono eccellenti, ma i clan non restano a guardare, si stanno già riorganizzando e nessun rappresentante dello Stato può permettersi di lanciare segnali ambigui. Non si tratta di sterile polemica politica, ed inviterei tutti, esponenti del centro destra e del centro sinistra, ad evitare di strumentalizzare quanto accaduto per beceri fini di propaganda. Qui» continua Amato «è in gioco il futuro dei nostri territori e dell’intero nostro Paese. Don Diana è il simbolo, vero, di quanti quotidianamente hanno il coraggio di dire no alla camorra e di chiedere a tutti i cittadini di fare altrettanto. E’ stato ammazzato per questo. Oggi» conclude Amato «grazie a Libera di Don Ciotti e tante altre associazioni, sulle terre confiscate alla camorra, centinaia di ragazzi, provenienti da tutt’Italia, stanno dimostrando che un’alternativa alla cultura ed alle azioni della camorra è possibile e realizzabile. A loro deve andare il ringraziamento ed il sostegno fattivo di tutte le Istituzioni»

Le alleanze si costruiscono sui programmi e non sono solo ammucchiate di sigle

«Il centro sinistra non vincerà le prossime elezioni regionali mettendo insieme sigle, simboli e partiti. Non si tratta di completare un album di figurine e di mettere su armate Brancaleone, ma di presentare agli elettori un programma credibile e realizzabile» afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato alla luce dello studio curato da Michele Chiazzo che vedrebbe il centro sinistra vincere con una coalizione che andrebbe da Rifondazione Comunista fino al MPA ed all’UDC «Si commette l’errore di sommare, acriticamente, risultati e percentuali, senza tenere conto dell’effetto che le ipotizzate alleanze avrebbero sugli elettori. Non si può pensare di vincere con operazioni di opportunismo e trasformismo, non si tratta di mettere insieme un mero cartello elettorale, ma di elaborare un programma ed un progetto politico sul quale verificare convergenze e condivisioni. Senza pregiudiziali, ma con la responsabilità di presentarsi all’elettorato con un progetto serio e credibile di governo. Il PD» continua Amato «non può vincere da solo, ma coalizioni ed alleanze vanno verificate sulle cose da fare. Bisogna imparare dagli errori del passato, perché sbagliare è umano, perseverare diabolico. Si è aperta, anche in Campania, una nuova stagione, e il PD deve rispondere, con capacità programmatica e progettuale, alle esigenze di questo rinnovamento»