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Politica e morale

Commento

Ricevo e pubblico l’articolo dell’amico Giovanni Cimmino:

 

 

Il rapporto tra politica e morale è un tema che richiede la convergenza di molteplici competenze. Mi limiterò a prendere in considerazione qualche tematica urgente che tocca l´etica di fronte al neoliberismo ed alla democrazia, considerazione che include problemi concernenti la laicità ed il laicismo.

Ritengo un’irrinunciabile esigenza che le persone impegnate in politica debbano possedere determinate virtù per dare consistenza “al loro pensiero e alla loro azione: competenza, onestà, amore ed impegno per la giustizia, sobrietà, servizio generoso e gratuito, capacità di amicizia, di relazione e di partecipazione alle vicende della gente, consapevolezza della provvisorietà e dei limiti dell´opera compiuta. Tutto ciò attiene a una impostazione generale della vita personale, alla globalità di un sistema, alla sua rispondenza a servire il bene comune e la persona umana. Oggi la questione politica è diventata questione morale. Per questo nei suoi confronti è impossibile la neutralità”. Il significato che attribuisco a politica e morale deriva dalla mia visione del mondo, contenuta nella o ispirata dalla rivelazione evangelica.

Vanno distinti due concetti di politica, il primo in senso ampio, il secondo in un senso più ristretto.

Alla politica nel primo senso spetta precisare i valori fondamentali di ogni comunità: la concordia interna e la sicurezza esterna, conciliando l´uguaglianza con la libertà, l´autorità pubblica con la legittima autonomia e la partecipazione delle persone e dei gruppi, la sovranità nazionale con la convivenza e la solidarietà internazionale. Nel secondo senso, politica è l´attività dei gruppi di cittadini che si propongono di conseguire ed esercitare il potere politico per risolvere i problemi economici, politici e sociali secondo i propri criteri, ideologie e programmi”.

Questi due significati, pur se congiunti, vanno tenuti distinti per evitare dannose confusioni.

 

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13 commenti

  1. carlo mangivera:

    un articolo di grande attualità, basta ascoltare Benedetto XVI sulle sue affermazione sull’etica e la morale in politica

  2. Federico laganà:

    Finalmente il coraggio delle parole e delle posizioni, così attuali ai tempi che viviamo in italia (vedi il decreto sicurezza approvato oggi, soprattutto contro gli immigrati).

  3. Raffaele Mastrantuono:

    Giuste riflessioni poichè l’arte della politica non può sottrarsi ad un giudizio morale ed etico

  4. Daniele Semperi:

    Quest’articolo, splendido, parla di “un umanesimo integrale ed aperto alla trascendenza” coerente “con la visione cristiana dell’uomo e della storia”, mai neutra verso la negazione dello Stato come difesa dei più deboli o verso visioni economiche del profitto come unico re.
    E’ tutto così vero ed urgente che vengono in testa le parole del nostro amatissimo Don Bruno Forte: “se po’ campà senza sapé pecché, ma nun se po’ campà senza sapé pe’ cchi”, e l’identità di questo ‘chi’ il Cristiano più di tutti deve conoscerla in questo bruttissimo momento per la nostra coscienza nazionale. Deve, dobbiamo farci carico, come Stato e prima ancora come comunità (cattolici o laici che ci si senta), dei deboli, degli ultimi, dei diseredati; che adesso hanno le facce e le dure storie dei migranti, condannati dalla legge ad andarsene dal nostro Paese (andare dove, poi? A morire senza disturbi?) solo perché non hanno più niente al mondo, se non il piccolo sogno di un relativo benessere qui da noi.
    Bene, sono loro gli Ultimi della Terra verso i quali è doveroso mantenere un umanesimo “aperto alla trascendenza”, all’Altro, quindi agli Altri, e per i quali è bello ed inevitabile battersi.

  5. vincenzo:

    Un articolo attuale e realistico sulla politica e sul rapporto con le persone e i territori, oltre che in maniera elegante esprime delle opinioni che mi trovano d’accordo cioè “La Chiesa, sullo scandalo-escort di Berlusconi non ignora l’emergenza morale”.

  6. Roberto:

    L’articolo è così profondamente cattolico ma di tale apertura verso il mondo laico che lascia senza parole, ecco l’esempio di come deve essere il PD e del coraggio dell’on. Amato che sceglie, parafrasando la frase di Fassino, la contaminazione e l’apertura che ha dimostrato nel aver messo sul blog questo articolo

  7. Maria:

    In questo clima di sospensione morale (in cui anche i cattolici prendono le distanze da quello che sta succendendo, di fronte a una specie di sorda dichiarazione di irresponsabilità, c’è la minaccia che l’amnesia etica diventi una condizione reale di deficit democratico e civile. Alla fine la doppia misura, una che si applica a Berlusconi e una al popolo, ha un prezzo. Sono già state poste le premesse di una sudditanza. E la credibilità di un intero sistema, nella sua dimensione istituzionale, si dilegua. Resta soltanto la protervia del potere sostanziale, e dello spettacolo che ha allestito nella certezza dell’impunità.

  8. Pino Cacciola:

    Meno male che in tutte le migliori famiglie c’è sempre lo zio matto che sale su un albero e grida un’insensatezza. E per fortuna nel PDL il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanardi non abbia retto più e sbottato che le norme della (vergognosa) legge sull’immigrazione tagliano fuori quasi mezzo milione di badanti; e tutti ci siamo accorti che il diverso che ci spaventa e ripugna è un nostro amico ormai, quasi un parente, che ci sbroglia un sacco di incombenze: come badare ai nostri anziani. Lo dice anche Monsignor Sigalini, segretario CEI per le Migrazioni, che colf e badanti irregolari “anche se non hanno diritti ufficiali, hanno acquisito un diritto di fatto e quindi possono essere riconosciute dallo Stato”. E allora riconosciamole, riconosciamo che questa legge è ridicola e inutilmente dolorosa per tante donne e uomini stranieri che vivono con noi in Italia. E riconosciamo, come fa quest’articolo, che la Politica senza la Morale non va da nessuna parte. Se non contro se stessa.

  9. emilia:

    Nella mentalità corrente c’è la tendenza a pensare che la morale riguardi solo l’ambito della vita e dei rapporti privati. Invece, anche la ricerca del bene comune chiama in causa il riferimento a criteri e norme morali. La morale è sempre la stessa, non si modifica a seconda del suo essere applicata alla sfera pubblica o alla sfera privata. Ma la morale tiene sempre conto dell’oggetto, della realtà a cui si applica. In questo caso, si tratta della ricerca del bene comune in una società pluralista. Inoltre fa bene questo articolo (ottimo) a riprendere questa tematica.

  10. caterina:

    Morale e Politica…. quello che poteva essere e non è stato (E. Berlinguer), non sono cattolico, non lo sono mai stato e mai lo sarò, ma trovo in questo articolo tanti punti in comune che possono essere da esempio per il Pd (ed è quello che propugna anche l’on. Amato). Seguo antonio da una vita e lo seguirò sempre(conservando sempre le mie convinzioni), ma lo seguo anche perchè ha capito, prima di ogni altro, il progetto politico del Partito Democratico e questo articolo ne è la dimostrazione

  11. giuseppina:

    Richiamandoci alla nostra storia, rilanciamo una cultura politica che, a partire dalla concretezza dei bisogni della gente, sappia elaborare risposte puntuali a livello locale e nazionale. Solo così il territorio diventa così una irrinunciabile palestra politica. Mi sembra che questo articolo vada anche in questa direzione, che poi e anche la politica dell’On. Amato.

  12. sabrina:

    Ragionare di politica è un esercizio quotidiano per gli italiani; rappresenta per loro l’argomento più amato eppure più odiato, spesso appesantito da luoghi comuni e da sfumature demagogiche. L’articolo, secondo me, vuole proporre un percorso di riflessione storica sulla politica in sé, sul suo potere contrattuale, sul suo modello d’azione. Machiavelli, l’ispiratore del realismo politico, e Tommaso Moro, l’autore dell’Utopia, indicano due direzioni di pensiero per rispondere alle tante domande: la politica ha una sua legge oppure risponde a criteri morali? Chi è il buon politico? colui che persegue l’utile della comunità a qualunque prezzo oppure conta anche il “come” realizza quell’utile? Questo articolo(ottimo) apre a tante riflessioni e so che tonino amato ha sempre scelto l’utile della comunità, perciò lo voterò.

  13. francesco:

    Naturalmente qualcuno potrà dire che non è con la morale o col moralismo che si fa politica. È vero, ma non la si fa nemmeno con l’immoralità. Non basta essere onesti per essere buoni politici, ma non basta nemmeno non esserlo. Nessuno auspica al timone del Paese una virtù fanatica e astratta, pericolosa e autoritaria come quella dell’incorruttibile Robespierre. Ma neppure l’opposto è auspicabile. La politica è l’arte del compromesso, che implica – fino a un certo punto – pure la morale. Ma la dignità o l’indegnità di una politica si misurano sulla qualità e sul grado di tale compromesso. Al di sotto di un certo livello di decenza, la questione non è più solo morale, ma diviene politica, perché mina le istituzioni, l’ordine della società, tutti gli aspetti della vita associata; è una vera e propria sovversione.
    Triste quel paese che ha bisogno che si dicano cose come questa (l’articolo ha avuto il coraggio di dirle e questo fa onore all’on. Amato di averlo fatto mettere nel blog). Ma oggi queste frasi bastano di per se’ a fare un programma politico.

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