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Il Mezzogiorno come opportunità, non come peso. Il PD dica no a gabbie salariali per il Sud. Il vero rilancio è la soluzione dei problemi storici

Commento

Pasquale Giuliano, Presidente della Commissione Lavoro al Senato, indica nelle gabbie salariali lo strumento di rilancio del Mezzogiorno; idea non solo aberrante da un punto di vista socio – culturale, ma che non tiene conto della complessità della nostra contemporaneità.

Idea che vuole affrontare la sfida della competitività nel mercato globale con uno strumento antiquato e superato dall’evoluzione del Nostro Paese. Un ritorno al passato per affrontare il futuro: il semplicismo dell’equazione di Giuliano, e di tanti autorevoli esponenti del Governo, pone un problema di fondo sulla credibilità delle strategie dell’attuale maggioranza verso la Questione Mezzogiorno. E si nutre dell’idea che il solo freno al rilancio della nostra economia sia il costo del lavoro, e che per abbassarlo si debbano decurtare i salari in alcune zone del Paese.

Una politica economica che un tempo si sarebbe detta “padronale”, più latifondista che legata alle regole del mercato, che persegue l’indebolimento dei diritti dei lavoratori  intesi come ostacolo piuttosto che come conquiste civili. È singolare che alla domanda “perchè un imprenditore dovrebbe scegliere Caserta invece di Brescia o Shangai?”, si risponda affermando che l’appetibilità della Terra di Lavoro potrebbe giungere dalle gabbie salariali.

L’analisi e la sintesi, povere e deboli, annullano qualsiasi prospettiva di più ampio raggio capace di analizzare il problema del rilancio del Sud nel contesto dell’irrisolta Questione Meridionale. E insistono su una visione duale del Paese: anziché prospettare una strategia volta a superare il gap, puntano a rendere ancor più strutturale questa situazione.

Si vuole fare del Meridione il Terzomondo d’Italia? Un Nord più ricco ed un Sud condannato ad essere più povero costituiscono una possibilità di rilancio economico? Non si incoraggerebbe un ulteriore forma di emigrazione dei giovani meridionali, attirati da più alte fonti di guadagno? La verità è che si cercano scorciatoie per non affrontare i problemi della criminalità organizzata, delle infrastrutture, del precariato, del lavoro nero, della corruzione e dell’immobilismo istituzionale, che sono i veri freni allo sviluppo del Sud.

Se, come si evince dalle dichiarazioni di Sacconi, quella dei salari differenziati sta per divenire una proposta di legge, il PD deve, con urgenza, affermare, in modo forte ed inequivocabile, il suo NO a qualsiasi ipotesi di ritorno al passato e porre la Questione Meridionale al centro del suo progetto politico.



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