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Serve una normativa regionale per scongiurare il rischio dei bambini fantasma

Commento

Purtroppo il testo di legge sulla sicurezza fatto approvare ponendo la fiducia, apre le porte alle più becere forme di razzismo. A Napoli abbiamo già verificato le conseguenze delle sue disposizioni quando il DDL non era ancora legge, con la vicenda di Kante Kadiatou cui era stato sottratto il figlio perché priva del permesso di soggiorno. E mi sono giunte numerose segnalazioni sull’aumento di parti clandestini soprattutto nelle province con la più alta percentuale di presenza di migranti. Già all’indomani di quella vicenda mi adoperai perché il consiglio regionale, il 2 aprile scorso, con un ordine del giorno, impegnasse la commissione sanità e la giunta perché predisponesse provvedimenti normativi e/o legislativi tesi ad evitare il ripetersi di episodi così deplorevoli. E’ ora urgente che il Presidente della Commissione Giusto e il nuovo assessore Santangelo diano seguito a quell’impegno. Il nuovo testo di legge sulla sicurezza, infatti, resta ambiguo su questo punto, ed inoltre determina il rischio che i nuovi nati non vengano dichiarati, imponendo, al dichiarante, la presentazione di un documento e di un regolare contratto di lavoro. Migliaia di bambini corrono il rischio di divenire “fantasmi” e questo costituisce la più grave aberrazione dei diritti democratici cui porteranno le norme volute dal centro destra. Mi auguro che nei prossimi mesi la legge venga bocciata dalla Corte Costituzionale per le palesi violazioni dei dettami fondamentali della Nostra Carta. Ma nel frattempo la Regione Campania deve immediatamente adoperarsi per bloccarne, nei limiti delle sue possibilità di intervento, le più gravi conseguenze.



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