redpro premium wordpress theme

In Campania un altro operaio ha perso la vita mentre lavorava. Ormai l’Italia sembra una Repubblica fondata sulle morti sul lavoro.

Commento

Salvatore Turasi, 47 anni facchino. E’ l’ennesimo morto sui luoghi di lavoro in Campania. E’ caduto mentre sistemava degli imballaggi su uno scaffale, e non aveva alcuna protezione. Ormai, quello dei lavoratori che non tornano a casa perché perdono la propria vita lì dove si guadagnano da vivere rappresenta uno stillicidio. Le chiamano morti bianche, in realtà dovrebbero chiamarle “morti tante”, morti di classe, e a perdere la vita sono spesso i lavoratori addetti alle mansioni più umili e già sottopagati. Così muoiono facchini, muratori, ferrovieri. L’Italia, più che sul lavoro, inizia a sembrare una repubblica fondata sulle morti sui luoghi di lavoro. I dati del Forum sulla Pubblica Amministrazione indicano la Campania al penultimo posto in Italia per il rispetto delle norme sulla sicurezza, la conferenza provinciale indetta dalla CGIL lo scorso 11 maggio sul medesimo tema ha lanciato l’ennesimo grido d’allarme. E mentre il Presidente Napolitano continua la sua importante opera di sollecitazione per impegnare tutte le istituzioni ad intervenire con forza per impedire nuove tragedie il governo rende più lasciva la normativa nazionale sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. Al cordoglio per la famiglia di Salvatore si unisce un sentimento di enorme indignazione. Le istituzioni locali, nei settori di loro pertinenza, devono intervenire immediatamente per provare a fermare questo bagno di sangue. Un primo concreto intervento dovrà essere fatto dalla Regione nel settore dell’edilizia, attraverso una diversificazione, nei capitolati d’appalto dei fondi da destinare alla sicurezza. Fondi che non potranno essere intaccati dai ribassi delle gare d’appalto.  



Lascia un commento