Una norma regionale per impedire ai medici di denunciare gli immigrati irregolari, seguiamo l’esempio della Puglia
Commento
Ho presentato in Consiglio un ordine del giorno per chiedere un provvedimento regionale che impedisca nuove denunce di immigrati irregolari che in Campania ricorrono alle cure mediche.
Ricordate senz’altro la brutta vicenda capitata alla signora ivoriana Kante Kadiatou che ha chiesto da oltre un anno asilo poltico, e che agli inizi di Marzo s’è vista togliere il figlio Abou dal Fatebenefratelli e denunciare alla polizia.
La neomamma sapeva di non avere i documenti in regola, ma ha chiesto ugualmente aiuto per partorire; ignorava, però, che una riforma dello Stato italiano, ancora in votazione, autorizza i medici a denunciare gli immigrati irregolari; né poteva immaginarlo, conoscendo quale grande giuramento di segretezza vincoli i dottori.
Ma l’emendamento della Lega Nord al Decreto Legislativo sull’immigrazione, il 296 del ’98, punta a cambiare l’etica dei medici e, intanto, ne snatura la condotta, che mai deve strumentalizzare i pazienti. O, addirittura, far loro del male.
La denuncia, crudele e antiprofessionale, di una donna incinta come Kante collide in pieno con le Convenzioni internazionali e rivela la xenofobia in cui annega il nostro Paese, sempre più simile ad uno Stato etico che colpisce i più deboli con l’espulsione. Come i quotidiani europei riportano instancabilmente in queste ore.
Nel mio ordine del giorno, firmato dai gruppi di maggioranza e dal Movimento per l’Autonomia, chiedo di fare come la Regione Puglia, che impedirà ai medici la denuncia degli immigrati non in regola mediante un decreto regionale obbligante al segreto sulla vita dei pazienti, di qualunque etnia essi siano.
La mia proposta incarica Commissione Sanità e Giunta di ”predisporre provvedimenti normativi e legislativi tesi ad evitare il ripetersi di questi deplorevoli episodi”, ed impegna il Presidente Bassolino e l’assessore alla Sanità Montemarano ad intraprendere tutte le azioni necessarie, fino alla revoca delle convenzioni per le strutture mediche recidive nelle denunce.
La modifica dell’articolo 35 del Decreto Legislativo 296/98, sostituendo nella frase ”l’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità” le parole non può con la parola può, ha portato all’episodio del Fatebenefratelli.
Uno squallido avvenimento che diffonde nella società, prima che tra i medici, il radicale rifiuto dell’altro ed espelle l’Italia, e non lo straniero irregolare, dal consesso delle Nazioni Civili.
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