Con la Cassa Integrazione allungata Pomigliano vive un momento molto difficile. Facciamo più formazione per i lavoratori. E non lasciamo fuori nessuno
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Sono ore dense di preoccupazione per i lavoratori Fiat di Pomigliano d’Arco. Ore in cui al mattone della crisi economica si aggiunge la tegola della cassa integrazione. Che durerà più di un mese. L’azienda fa sapere, infatti, che gli operai campani dell’automobile rientreranno in fabbrica soltanto il 25 Maggio. E la produzione riprenderà solo il 15 Giugno.
Un cambio di programma inaspettato per lo stabilimento alle porte di Napoli, duro da digerire per i lavoratori e le loro famiglie, rispetto alla data del 18 Maggio comunicata ai sindacati solo pochi giorni fa.
Il tratto comune a tutte queste decisioni dei vertici è l’insistenza ad intervenire sempre e solo sulle retribuzioni, senza rilanciare la produzione con nuovi modelli di auto, magari trasferendo a Pomigliano quelli che produce all’estero. E senza investire nella formazione con corsi di specializzazione mirati.
Qui può e deve intervenire la Regione Campania, che ha organizzato dei corsi di formazione per integrare il reddito. Ora si tratta di farli partire, perché solo con il sostegno economico e l’aggiornamento nelle nuove tecnologie per le auto di ultima generazione gli operai reggeranno la concorrenza dei paesi con costi del lavoro più bassi e senza regole di contrattazione sindacale.
Per sostenere e istradare Pomigliano, che vive un momento così difficile e turbolento, sull’uscita dallo stallo produttivo, la Regione potrebbe accogliere il suggerimento dei sindacati di fabbrica, e riaprire le iscrizioni ai corsi di formazione per quei 200 lavoratori che non ce l’hanno fatta ad entrare.
Sarebbe un bel segnale di partecipazione e di vicinanza ai lavoratori. Soprattutto in una fase della loro vita così drammatica. Ma sarebbe anche un prezioso sostegno ad uno dei settori più importanti per l’economia della Campania.
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