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Lo sciopero dei portuali dimostra che la sicurezza sul lavoro è un problema diffuso. Acceleriamo i tempi per un tavolo con il Governo, interveniamo sui capitolati d’appalto

Commento

Savona oggi ha contato il nono morto sul lavoro. Nel suo porto. Anche i lavoratori portuali che perdono la vita sono troppi. Finora, in media ne sono morti due al mese. Quelli di Napoli saranno in agitazione per 24 ore, il 23 e il 24 Aprile. Bene, dunque, hanno fatto CGIL, CISL e UIL a proclamare per domani due ore di sciopero in tutti i porti del Paese.

L’attenzione va portata, ancora una volta, sulla mancata applicazione delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro. Con iniziative come questa, che pressano il Governo a convocare un tavolo per un rigoroso quadro di norme con cui fare, presto e bene, i controlli, la prevenzione e la formazione in questo settore.    

Certamente, dobbiamo verificare che le ditte appaltatrici siano in regola e rispettino le misure di sicurezza, certamente dobbiamo aumentare la vigilanza degli organi ispettivi affinché non si ripetano violazioni. Ma è necessario anche far leva su una cosa che mi sta a cuore e che ripeto da tempo: i capitolati d’appalto.

Nei patti d’ingaggio va assolutamente detto che le ditte colpevoli di non aver tutelato la sicurezza dei lavoratori saranno escluse dal prosieguo del rapporto con l’ente committente mediante la rescissione del contratto di appalto, chiamando a sostituirle altre ditte con credenziali migliori per l’incolumità del personale a cantiere.

Su questo punto la tendenza attuale del legislatore non ci viene incontro. Nel Decreto Legislativo di Marzo, che riforma il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro del Governo Prodi, sono state inserite norme che complicano la punibilità delle imprese che abbiano violato i controlli di praticabilità degli ambienti di lavoro e non curato la sicurezza dei lavoratori.

Con queste premesse, non ci siamo. All’opposizione in Parlamento chiedo di convincere Governo e maggioranza ad invertire la rotta fatale della depenalizzazione per le ditte che non abbiano fatto il dovuto per proteggere la vita dei lavoratori e mettere in sicurezza ambienti e postazioni di lavoro. Affrontato così, forse, riusciremo a fermare lo stillicidio.



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