Il nostro Piano Casa? Rilanciare l’edilizia sociale in Campania
Commento
Aspetto di leggere il Protocollo siglato nella Conferenza Stato-Regioni inerente al Piano Casa.
È certo che il Piano in questione non può limitarsi, per quanto concerne la Regione Campania, all’ampliamento dei volumi esistenti che da soli non darebbero risposte concrete al più complessivo e articolato dramma case in Campania, che riguarda gli sfrattati, le giovani coppie, i ceti più disagiati dal martellare di questa crisi.
Accanto alla “tradizionale povertà” si aggiunge una nuova povertà rappresentata dai ceti medi impiegatizi, che non possono più sostenere il peso di una pigione e tanto meno di un mutuo.
Per questo, tenendo conto degli indirizzi generali stabiliti dalla Conferenza Stato-Regioni, la Regione Campania deve articolare e sviluppare il Piano Casa già in corso, che è concentrato soprattutto sull’edilizia sociale, con la partecipazione di capitali pubblici e privati.
Si tratta di dare risposte ad un più complessivo problema della casa e, nel contempo, di mettere in moto un volano di sviluppo che solo una ripresa dell’attività edilizia, compatibile con la salvaguardia e la valorizzazione dell’ambiente e del territorio, può rendere realistico.
gigi de falco:
caro Tonino, il cd “piano casa” di berlusconi non da nessuna ma proprio nessuna risposta al più complessivo e articolato dramma case in Campania a cui ti riferisci giustamente, salvo che per quegli sfrattati, giovani coppie e ceti disagiati i cui genitori hanno già una villa da ampliare(e sennò se la comprino!)… “‘Vire tu!” (dice mia figlia). Perdonami ma nemmeno lo sbracamento della nuova legge regionale sui sottotetti risponde a quelle esigenze. E nemmeno con i bandi regionali di luglio scorso (con scadenza ad agosto: che metodo tristemente vecchio!) si può pensare di risolvere il problema se non attraverso un serio coordinamento (ptcp o ptr che dicono, seriamente?).
5 aprile 2009, 7:32 pmtuo
gigi de falco
Avv.Peppe Vitiello ( Cons. Com. ):
Caro Tonino,
9 luglio 2009, 7:04 pmma cosa succede in Regione Campania? De Falco ha ragione, ma da Aprile la situazione è peggiorata. La proposta di Piano Casa regionale è la codificazione della peggiore speculazione edilizia degli anni “70. Se questa è l’ urbanistica ” verde ” e di Centro sinistra significa proprio che abbiamo ceduto su tutto il fronte, anche sui valori e sui principi. E nessuno provi a contrabbandare la manifestazioni di interesse di Luglio e la proposta regionale di Piano Casa per interventi ” riformisti ” o con finalità sociali o ambientali. Non è un caso se la proposta Campana e quella Veneta sono omologate dagli osservatori più attenti in un giudizio pesantemente negativo.