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PD e questione morale. In Campania e non

Commento

Ricevo e pubblico la mail di un cittadino:

 

<<Sarebbe di notevole interesse saper cosa pensa Antonio Amato del regime interno del PD. Non basta essere personalmente galantuomini se poi si assiste a questi sconci senza profferire verbo. Anche perché nel PD viene confuso “onesto” con “non ancora imputabile”.

Che Antonio Amato sia personalmente onesto, e lo è, non basta. Se si assiste al fatto che i “cittadini” che, secondo Amato, dovrebbero “fare la politica” vengono presi a stracci in faccia, così come accade anche agli iscritti al PD, che invece delle primarie per la Provincia, si sono trovati ancora la nomina di un proconsole, a che serve la propria personale e silenziosa onestà personale?
Non è possibile stare, allo stesso tempo, con chi insulta la democrazia politica e la dignità degli iscritti al PD e con i cittadini. Ma è pensabile che la personale onestà di Amato sia utilissima, serve, serve a coprire la poca o nessuna onestà di altri.

E serve anche come alibi all’autocrate di Via S. Lucia ed ai suoi scherani.>>

 

Rispondo a questo cittadino:

 

Politicamente ho sempre detto la mia, non stancandomi mai di ascoltare consigli da chi mi sta più vicino, e senza condizionamenti e opportunismi.

Non mi sono mai sottratto all’ascolto ed al confronto, e mi sono sempre assunto in prima persona le responsabilità delle decisioni che in molte occasioni ho dovuto prendere.

È stato così anche quando sono stato costretto a non condividere le scelte di Antonio Bassolino; una per tutte, l’elezione di Nicolais rispetto alla scelta di Bassolino per Cozzolino.

Ho sempre distinto la critica politica dal giudizio morale sulla persona. Perciò, pur non condividendo politicamente le sue scelte, ritengo che Bassolino sia una persona onesta.

 

Antonio Amato.



2 commenti

  1. piero:

    Che tu sia personalmente un galantuomo sono il primo ad affermarlo, aggiungendo che
    lo sei da sempre; ma non me la sento di condividere l’estensione di questo giudizio ad altri.
    Il concetto di “onestà” è complesso, difficile da definire e comunque riguarda tutte le manifestazioni dell’essere ed agire di una persona.
    La verità rappresente sempre un valore morale, ma alcuni debbono ingerirla a dosi omeopatiche, affinchè la crosta delle auto-censure si rompa per gradi; altri non la tollerano, ne basterebbe un poco a devastare la maschera imbellettata della loro identità.
    Se la trasformazione della democrazia politica in una pratica autocratica e l’avvilimento e la mortificazione di ogni apporto critico può dirsi onestà, allora ho torto.
    Il fatto è che per Tonino Amato posso ancora garantire e proporre agli elettori un galantuomo, onesto da qualsiasi punto lo si guardi; ma purtroppo Tonino Amato si troverà in un contesto difficile da digerire per chi mantiene ancora saldi dei princìpi. E Nicolais, che accetta la candidatura dall’alto è una delusione: perdiamo uno studioso di valore in cambio di un proconsole imposto agli elettori ed agli iscritti al PD. Un proconsole come Cesaro, nominato dall’alto da Berlusconi. Che tristezza.

  2. redazione:

    Caro Piero,

    Come dicevo giorni fa su questo Blog ad un cittadino arrabbiato con la Politica e il PD campano, non è compito mio impancarmi a giudice di chi sia o non sia onesto.
    Per la mia storia e la mia condotta, ho sempre tenuto separate critica politica e giudizio morale personale. E riaffermo che ritengo Bassolino persona onesta.
    Dici che per te Nicolais è un asso calato dall’alto; io rispondo che Luigi Nicolais si è candidato alle primarie, perciò nel PD si fa il suo nome e si punta su di lui. Ma non sarebbe più l’unico se si presentassero altri candidati. E finora non ci sono altri nomi. Vuoi suggerirne uno tu?

    Antonio Amato.

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