Da: proponi un tema di discussione
Commento
Ricevo e pubblico la mail di un’amica su mercato del lavoro e contrattazione sindacale:
<< Le recenti dichiarazioni di Veltroni aprono nuovi scenari sui rapporti Cgil-Pd: possiamo tollerare l’arroganza dei nuovi padroni avallata dal rappresentante del maggiore partito di opposizione???
L’accordo sulla riforma del modello contrattuale siglato a Palazzo Chigi il 22 gennaio 2009 tra il governo la Cisl, la Uil, l’Ugl ed altre organizzazioni datoriali non ha visto la firma della Cgil che ha ritenuto di non aderire ad un altro accordo peggiorativo delle condizioni economiche dei lavoratori.
L’accordo colpisce duramente il lavoro dipendente rappresentando una diminuzione programmata della retribuzione e del potere contrattuale.
Dalle simulazioni avviate applicando il nuovo sistema di conteggio per il recupero dell’inflazione e quanto previsto dall’accordo di riforma del sistema contrattuale negli ultimi cinque anni, i lavoratori dipendenti avrebbero perso mediamente 1352 euro l’anno.
Praticamente con il vecchio sistema i lavoratori avrebbero recuperato il 2,4%, invece, con il nuovo sistema, avrebbero perso il 2,1%, mentre per il sistema delle imprese il guadagno sarebbe di circa 15 miliardi. Vi sembra un accordo che favorisce il lavoratore? Per i lavoratori privati il valore di un punto di inflazione in termini di salario prima era di 18 euro ora è di 15,35: il 15% in meno, mentre i lavoratori pubblici perderebbero il 30%.
Ciao, Delly. >>
Cara Delly,
Sono d’accordo con Epifani: ritengo negativo quest’accordo senza uno dei sindacati. È un’operazione politica che è servita a dividerli, una manovra alla quale le altre due confederazioni non si dovevano prestare.
Non credo ad una contrattazione che obbliga i sindacati ad un sì o ad un no su scelte del Governo prese senza aver dato loro la possibilità di discuterne con gli iscritti.
Antonio Amato.
antonio:
Ciao, Antonio e a tutti coloro che scrivono sul blog,riflettiamo insieme ed con il dovuto rispetto che merita un dramma come quello della famiglia Englaro,non è con “l’accanimento” politico, cioè decreti e leggi ad personam che si puo’ capire,compredere il dramma umano,sentimentale,di rapporto tra un padre una madre ed una figlia ormai lontana dalla vita quotidiana come noi la intediamo, non con la decretazione che si puo’ affrontare un simile ed enorme conflitto di etica ,vita, società e religione.
7 febbraio 2009, 11:53 amLA POLITICA ABBIA IL BUON SENSO DI STARE A CASA AD ASCOLTARE LA GENTE ED IL CUORE DI CHI VIVE UN DRAMMA INCOSOLABILE. POI CERCHI NELLA MASSIMA COMPRENSIONE UNA STRADA DI CONFRONTO CON LE TANTE SFACCETTATURE CHE QUESTO TEMA IMPONE NELN RISPETTO DI TUTTI!!!!!