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Archivi di Febbraio 2009

Convegno trasporti

“Lo sviluppo dei trasporti nell’area metropolitana: il ruolo dei lavoratori”. Ore 17.00, Napoli, teatro Il Piccolo, Piazzale Tecchio, Fuorigrotta.

Su Bagnoli si esprima il Consiglio regionale. Santangelo organizzi un Forum, ascolti la municipalità

Ho appreso l’ennesimo cambio di rotta su Bagnoli e il destino di quell’area. La Regione si è ripresa i fondi degli studios per il cinema e il vicesindaco Santangelo ci ha comunicato che la colmata resta, anzi verrà utilizzata come grande piazza del Forum delle culture del 2013.

Sulla colmata abbiamo perso 10 anni. Siamo alla totale improvvisazione! Sulla testa dei cittadini, senza coinvolgere la municipalità e le associazioni del territorio si fanno e si disfano i progetti su Bagnoli, si propone tutto e il contrario di tutto.

Su Bagnoli non possiamo permetterci più un giorno di ritardo, non si può continuare in questo modo: il centrosinistra agli occhi dei cittadini rischia di non essere più credibile.

Per questo alla Commissione urbanistica regionale chiedo di  discutere urgentemente del destino di Bagnoli e istruire una seduta ad hoc del Consiglio regionale.

Al Vicesindaco di Napoli Santangelo chiedo di convocare un Forum sul territorio coinvolgendo le associazioni, il volontariato, le parti sociali e assegnando un ruolo centrale alla municipalità,  perché non si ripeta mai più un metodo con il quale i progetti vengono calati dall’alto. E per dire finalmente una parola definitiva sul futuro di Bagnoli, così importante per lo sviluppo dell’intera area metropolitana.

Collegi uninominali: garanzia di equilibrio fra uomini e donne eletti nel Consiglio regionale

Ricevo e pubblico la mail di un cittadino di critica ai collegi uninominali:

 

<< Gentilissimo On. Amato,


utilizzo la casella e-mail di un amico per dirLe che non sono per niente d’accordo con Lei sui collegi uninominali.
Come Lei sa, il collegio uninominale porta i canditati alla ricerca spasmodica di voti, quali che siano, pur di superare il concorrente. In una simile competizione vanno perduti identità politica e specificità di proposta e di programma, alla ricerca del facile consenso, e magari gabbando non pochi elettori.
Io vorrei votare per un’idea ed un programma, rispetto al quale una eventuale ed onesta mediazione politica partisse da quello che si è e dalla portata della condivisione delle proprie idee con gli elettori.
Il collegio uninominale cancella tutto questo, perchè ciò che conta è il numero dei voti, non il perchè questi voti vengono dati.
Io vivo a Secondigliano, dove una certa signora La Rana, utilizzando figuri equivoci, scambiava voti in cambio di alimenti e spiccioli, comprando la fame della povera gente: non avrebbe potuto farlo se invece del collegio uninominale avessimo avuto una legge proporzionale su base, poniamo, regionale.
D’altra parte, Lei stesso è stato eletto, anche da me, raccogliendo consensi su un territorio vasto che però non Le ha impedito una grande affermazione.

Se questo meccanismo ci ha permesso di eleggerLa, senza mazzette, senza distribuire olio e pasta, ma semplicemente per la forza di una stima meritata, allora è meglio del collegio uninominale.
Vorrei però suggerirLe l’opportunità di sottoporre il regolamento elettorale al voto dei cittadini; credo sia indispensabile fare questo se si vuole che queste regole siano condivise, non soltanto tra i soggetti politici ma anche tra la politica ed i cittadini. Le dico questo perchè la politica oggi viene vissuta come un dimensione separata ed estranea della vita sociale. >>

 

Carissimo Signore,

intanto, dovremmo batterci con più forza per cambiare il sistema elettorale con “liste bloccate”. Con queste il Parlamento della Repubblica si trova nominato da pochi capi di partito.

Anche io come Lei preferisco il sistema proporzionale con le preferenze (e non potrebbe essere altrimenti, visto che sono stato sempre eletto con questo sistema).

Lei mi dirà, ma perché ha proposto il sistema per collegi uninominali? Le rispondo: l’ho proposto perché solo con i collegi uninominali è possibile far eleggere anche le donne nel Consiglio Regionale.

Certo, il sistema che avrei proposto io è quello uninominale proporzionale, come per le provinciali. Se le scelte dei candidati per ogni collegio venissero fatte con le primarie, allora ci sarebbe una selezione di candidati uomini e donne non fatta nelle stanze di partito ma scelta preliminarmente dagli elettori.

Il mio, come vede, non è un discorso egoistico ma di far sì, come dice Lei, che la competizione elettorale non sia caratterizzata dal voto di scambio, ma da un vero e trasparente rapporto tra candidati e territori. Una volta eletto, il candidato o la candidata dovrà dare conto giorno per giorno al collegio elettorale. Ossia, al territorio di riferimento. Nel contempo, ripeto, c’è la possibilità di avere un minimo di equilibrio tra i generi nel Consiglio Regionale. 

 

Antonio Amato.

Politica, la tentazione del non voto indebolisce il PD. Ma militanti ed elettori motivati possono farci ripartire

Ricevo e pubblico un commento di un cittadino all’articolo “Pd, in Consiglio una marcia in più: sul Bilancio non intendiamo subire ricatti”:

 

 << Gentile On. Amato,

 

poiché fui tra i suoi elettori, a ciò indotto da un comune amico, penso sia anche giusto farLe sapere perché ho deciso di non votare, né alle elezioni provinciali, né alle elezioni europee. Sottolineo che Lei è del tutto incolpevole di questa mia decisone, anzi la voterei di nuovo perché Lei si è comportato come io speravo che facesse: onestà, poche chiacchiere e molta fatica; ma il suo personale impegno e la sua personale, troppo personale, limpidità, non sono sufficienti a giustificare un voto che andrebbe anche a chi ha fatto di Napoli e della Regione Campania, bottino di guerra, terra di abuso e di saccheggio ed un esempio della più totale incapacità di promuovere politica e progresso sociale.
Dico “troppo personale limpidità” perché probabilmente il suo tenore morale non è estensibile a coloro con cui lei è politicamente collegato. Comunque la magistratura ci ha mostrato cosa sia in incubazione nel PD, un partito che deve la sua fortuna la fatto di avere alla sua sinistra delle caricature di “sinistra”, personaggi di basso prezzo ed un sindacato di castrati.
Lei pensa davvero che con “questo” PD, con le frattaglie guaste del mini partiti, Mastella (come adombra Cozzolino) ed atra roba del genere sia pensabile di assicurare alla Campania ciò di cui ha bisogno, soprattutto in una crisi devastante ed infinita quale quella che sta per ricadere anche da noi? Dal lato del centro-destra, poveri noi, è anche peggio. Lei pensa davvero che un PD, ridotto com’è ad un aggregato di gruppi di potere a contenuto politico nullo e disposti a tutto, ma proprio tutto, pur di approfittare della politica si possa fare il bene pubblico?

Governare i processi di destrutturazione economica, fronteggiare una massa di povertà sempre più vasta e profonda, risanare il funzionamento di istituzioni deformi, aiutare la piccola e media industria a resistere e risollevarsi?
Lo svuotamento delle istituzioni e delle regole, la decomposizione della politica, ridotta a marcescenza, la sostituzione dell’abuso al diritto, il nepotismo ed il clientelismo assunti come motivazione elettorale, l’assalto alle pubbliche finanze, la debilitazione dei quadri tecnici degli enti sostituiti da inutili consulenti di famiglia: veda tutto ciò ha modificato in profondità il rapporto cittadini-istituzioni-politica, fino ad un punto di non ritorno.
Tutto questo si vede vagamente dall’alto delle istituzioni e, comunque, da lì non è possibile misurare fino a che punto lo sdegno dei cittadini si va trasformando in sentimenti più cruenti. Per quanto Lei personalmente lo meriti, me ne dispiace, ma non posso votarla.
Nel voto c’è sempre una speranza, ma qui non vedo proprio in che cosa sperare.>>

 

Caro Lucio,

 

ti sono grato di avermi votato e ti ringrazio degli apprezzamenti che hai manifestato nei miei confronti.

Tuttavia, provo amarezza dal tuo giudizio sul PD. Sono consapevole che il tuo non è un giudizio isolato ma, come ci dicono anche i dati della Sardegna, la sfiducia verso il PD coinvolge una buona fetta di nostri potenziali elettori.

Questo, più che un dato, è un fatto rispetto al quale nessuno può sfuggire, e le guerre interne al nostro Partito non fanno altro che peggiorare la situazione.

Caro Lucio, sono convinto di non essere accerchiato da una massa di disonesti; ce ne saranno pure ma in misura oltremodo minore rispetto ai quali, a differenza di altri partiti, abbiamo preso provvedimenti adeguati e, soprattutto, vorrei ricordarti che alla sua nascita il PD ha sentito, non a caso, l’esigenza di adottare un codice etico come regola comune da rispettare. È vero invece che noi stiamo commettendo dei grossi errori politici che riguardano anche un metodo e un modo di amministrare.

Come esponenti impegnati nel Partito e nelle Istituzioni, dobbiamo essere convinti che serve una severa analisi circa il nostro modo di concepire la politica. Dobbiamo essere convinti altresì che la democrazia non la possiamo praticare solo in alcune occasioni, ma deve creare una pratica che deve servire a coinvolgere i militanti e i nostri elettori per assumere le più importanti decisioni. Ben vengano, quindi, le critiche e gli attacchi che tu e tanti altri fate.

Proprio per questo, dico a te e ad altri come te di non arrendervi. In tante critiche, in tanti dissensi anche marcati, da tanta amarezza può emergere un potenziale forte perché le cose cambino e possiamo costruire un Partito Democratico che tanto serve al nostro Paese  e soprattutto al Mezzogiorno.

 

Antonio Amato.

Vertenza Trasporti Scolastici: con la mia mediazione si deciderà in Commissione Trasporti

Il 27 novembre scorso l’amico Filippo Di Conza, segretario generale CLACS-CISL, il sindacato napoletano dei trasportatori scolastici, mi esortava sul Blog (vedi, Trasporti: la voce dei cittadini) a risolvere le carenze del trasporto scolastico che, a suo dire, versa ancora in uno stato di legalizzazione incompleta. Con tutti gli effetti negativi immaginabili per i piccoli passeggeri e per la redditività degli esercenti onesti.

Ecco cosa ha esposto il segretario dei trasportatori scolastici nell’audizione che ho richiesto alla Commissione Trasporti, riunita il 5 Febbraio 2009.

<<Mi presento, mi chiamo Filippo Di Conza, sono Segretario Generale del CLACS-CISL settore Trasporto Scolastico di Napoli.

Il trasporto scolastico, anche se affidato a privati, per essere sicuro e di qualità, deve essere effettuato con mezzi omologati scuolabus o miniscuolabus che eseguono solo trasporto scolastico ed hanno le descritte caratteristiche tecniche.

Ciononostante, parecchi Comuni della Provincia di Napoli affidano in appalto a ditte private tale servizio che utilizzano autobus gran turismo che hanno pianali (sotto vanno i bagagli) e la colorazione non è gialla, che identifica il particolare trasporto. Insomma, vanno contro il Decreto Legislativo 626/94.

Questo è uno dei tanti problemi primari; ma ci sono altri problemi importanti, come quello dell’ampliamento della soglia dei 9 posti.

Capirete che la limitazione a 9 posti frena la crescita, in quanto chi svolge questo servizio è portato a dover far lievitare i prezzi, favorendo così chi lo svolge senza autorizzazione che di bambini, all’interno del pullmino, ne mette quanti ne vuole, praticando una politica di contenimento dei costi.

Senza controlli da parte dell’Ente locale verso chi, mettendo a serio pericolo con mezzi non a norma la sicurezza dei bambini, riesce a praticare prezzi d’accatto.

Pertanto, si chiede:

-     tutte le procedure per la tutela di tale servizio, che deve essere eseguito solo ed esclusivamente da coloro in possesso del T.S. (: Trasporto Scolastico, ndR )

-     aumento dei posti trasportati, dai 9 a più posti

-     lotta all’abusivismo con una politica di convinzione con controlli mirati

-     finanziamento per acquisto di scuolabus (antiinquinamento)

-     delimitazione, all’ingresso di ogni scuola, di un’area per la sosta temporanea per la salita e la discesa degli alunni

-     regolamentazione del servizio

-     prevedere nei mesi di chiusura scolastica continuità lavorativa con la speranza che ci sia uno sbocco in tutto questo. Ricordiamo alle SS. VV. che siamo pronti in qualsiasi momento a riconsegnare tutte le nostre licenze e ritornare abusivi, così si risparmiano le tasse e si può fare quindi una buona politica dei prezzi con l’utente.

 

Grazie, e buon lavoro a voi e a tutti>>

         

La Commissione Trasporti ha ascoltato le osservazioni delle diverse parti (dirigente Assessorato, segretario sindacato trasportatori scolastici) e valuterà l’esito di questi lavori. La Commissione, previa verifica delle competenze, si riserva di decidere sul da farsi.

Legge elettorale regionale: meglio se con collegi uninominali e premio di maggioranza

Riporto e pubblico un mio comunicato stampa sulla legge elettorale regionale:

 

<<Non è soddisfacente la proposta di riforma della legge elettorale regionale licenziata dalla Commissione Statuto del Consiglio. Personalmente ritengo più utile un sistema elettorale basato sui collegi uninominali con premio di maggioranza.

Se per motivi tecnici e politici non si è in grado di definire nei tempi necessari i collegi uninominali, si potrebbe prevedere nella legge una norma finale transitoria che permette di votare nel 2010 con il testo licenziato dalla Commissione, introducendo correttivi per assicurare la presenza equilibrata dei due generi.

Resterebbe il fatto che nel 2015 le elezioni si svolgerebbero con il sistema elettorale basato sui collegi uninominali con premio di maggioranza>>.

Partito il Tavolo per la Sicurezza nel settore Trasporti. Un passo avanti per i lavoratori, una piccola vittoria nella mia battaglia politica

È ufficiale: il tavolo per il protocollo per la sicurezza sul lavoro alla Stazione Centrale di Napoli c’è. Del 27 Dicembre la prima seduta, che ha riunito le imprese dei cantieri per la riqualificazione di Piazza Garibaldi e i sindacati, la Prefettura, le Ferrovie dello Stato, l’Ispettorato del Lavoro, le ASL, l’INAIL e l’INPS.

La notizia è sulla circolare del 9 Febbraio dell’assessore al Lavoro Corrado Gabriele. Nel documento, anche la creazione di un ”responsabile di sito” che dovrà unificare le procedure per la sicurezza sui luoghi di lavoro e le aziende.

Il coordinamento tra le istituzioni regionali con compiti di vigilanza sarà dell’Ufficio Sicurezza sul Lavoro, inserito nell’Osservatorio Regionale sul Mercato del Lavoro, dentro lo stesso Assessorato, ed una conferenza congiunta Prefettura-Regione Campania deciderà obiettivi e tempi di realizzazione del protocollo sulla sicurezza.

Come ricorderete, il mio intervento del 22 Dicembre in Consiglio Regionale chiedeva di far luce sulle responsabilità della morte alla Stazione Garibaldi, a pochi giorni di distanza, degli operai Ciro Cozzolino e Umberto Gambino, citati e ricordati con affetto anche sul mio Blog.

Al Presidente Bassolino e, in particolare, all’assessore Gabriele chiedevo di rescindere i contratti alle imprese che avessero violato le norme minime di sicurezza per l’incolumità dei lavoratori nei cantieri. La rapida risposta dell’Assessore conferma l’urgenza della mia richiesta e la sua importanza per tantissimi lavoratori campani che oscillano tra contratti precari e ambienti di lavoro inadeguati e, spesso, pericolosi.

Per loro, questo Tavolo per il protocollo sulla sicurezza che finalmente arriva è un netto passo avanti verso un lavoro diverso, migliore, attento alla vita degli operai.

Per me, è una piccola e bella vittoria nella lotta per garantire a tutti i cittadini un lavoro più sicuro, più solidale e dal volto più umano. Proprio come il Lavoro con la maiuscola dovrebbe essere.

PD e questione morale. In Campania e non

Ricevo e pubblico la mail di un cittadino:

 

<<Sarebbe di notevole interesse saper cosa pensa Antonio Amato del regime interno del PD. Non basta essere personalmente galantuomini se poi si assiste a questi sconci senza profferire verbo. Anche perché nel PD viene confuso “onesto” con “non ancora imputabile”.

Che Antonio Amato sia personalmente onesto, e lo è, non basta. Se si assiste al fatto che i “cittadini” che, secondo Amato, dovrebbero “fare la politica” vengono presi a stracci in faccia, così come accade anche agli iscritti al PD, che invece delle primarie per la Provincia, si sono trovati ancora la nomina di un proconsole, a che serve la propria personale e silenziosa onestà personale?
Non è possibile stare, allo stesso tempo, con chi insulta la democrazia politica e la dignità degli iscritti al PD e con i cittadini. Ma è pensabile che la personale onestà di Amato sia utilissima, serve, serve a coprire la poca o nessuna onestà di altri.

E serve anche come alibi all’autocrate di Via S. Lucia ed ai suoi scherani.>>

 

Rispondo a questo cittadino:

 

Politicamente ho sempre detto la mia, non stancandomi mai di ascoltare consigli da chi mi sta più vicino, e senza condizionamenti e opportunismi.

Non mi sono mai sottratto all’ascolto ed al confronto, e mi sono sempre assunto in prima persona le responsabilità delle decisioni che in molte occasioni ho dovuto prendere.

È stato così anche quando sono stato costretto a non condividere le scelte di Antonio Bassolino; una per tutte, l’elezione di Nicolais rispetto alla scelta di Bassolino per Cozzolino.

Ho sempre distinto la critica politica dal giudizio morale sulla persona. Perciò, pur non condividendo politicamente le sue scelte, ritengo che Bassolino sia una persona onesta.

 

Antonio Amato.

Da: proponi un tema di discussione

Ricevo e pubblico la mail di un’amica su mercato del lavoro e contrattazione sindacale: 

<< Le recenti dichiarazioni di Veltroni aprono nuovi scenari sui rapporti Cgil-Pd: possiamo tollerare l’arroganza dei nuovi padroni avallata dal rappresentante del maggiore partito di opposizione???

L’accordo sulla riforma del modello contrattuale siglato a Palazzo Chigi il 22 gennaio 2009 tra il governo la Cisl, la Uil, l’Ugl ed altre organizzazioni datoriali non ha visto la firma della Cgil che ha ritenuto di non aderire ad un altro accordo peggiorativo delle condizioni economiche dei lavoratori.

L’accordo colpisce duramente il lavoro dipendente rappresentando una diminuzione programmata della retribuzione e del potere contrattuale.

Dalle simulazioni avviate applicando il nuovo sistema di conteggio per il recupero dell’inflazione e quanto previsto dall’accordo di riforma del sistema contrattuale negli ultimi cinque anni, i lavoratori dipendenti avrebbero perso mediamente 1352 euro l’anno.

Praticamente con il vecchio sistema i lavoratori avrebbero recuperato il 2,4%, invece, con il nuovo sistema, avrebbero perso il 2,1%, mentre per il sistema delle imprese il guadagno sarebbe di circa 15 miliardi. Vi sembra un accordo che favorisce il lavoratore? Per i lavoratori privati il valore di un punto di inflazione in termini di salario prima era di 18 euro ora è di 15,35: il 15% in meno, mentre i lavoratori pubblici perderebbero il 30%.

 

Ciao, Delly. >>

 

 

Cara Delly,

 

Sono d’accordo con Epifani: ritengo negativo quest’accordo senza uno dei sindacati. È un’operazione politica che è servita a dividerli, una manovra alla quale le altre due confederazioni non si dovevano prestare.

Non credo ad una contrattazione che obbliga i sindacati ad un sì o ad un no su scelte del Governo prese senza aver dato loro la possibilità di discuterne con gli iscritti. 

 

Antonio Amato.

Protesta dei lavoratori Tirrenia, la privatizzazione indiscriminata minaccia il lavoro. Tutto il mio sostegno allo sciopero.

Dopodomani, giovedì 5 Febbraio, i lavoratori della Tirrenia attraverseranno la città. Si fermeranno sotto le finestre della Prefettura di Napoli per chiedere un incontro con il Governo sulla privatizzazione della società di navigazione. Il corteo concluderà i due giorni di sciopero che iniziano domani, mercoledì 4 Febbraio.

A spingere in piazza marittimi e amministrativi di Rione Sirignano, e delle sedi Tirrenia di Ercolano e Torre del Greco, il timore per 3mila posti di lavoro messi a rischio da una privatizzazione non pilotata, come minaccia di essere secondo i sindacati.

”Siamo preoccupati – dicono Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uil Trasporti – per i riflessi negativi sull’occupazione in una regione a forte intensità di lavoro marittimo; senza una privatizzazione gestita, sarà penalizzato ogni diritto al lavoro dei marittimi che hanno speso la vita nella flotta pubblica”.

Esprimo piena solidarietà ai lavoratori del trasporto marittimo e sento il loro problema per essere stato anch’io prima un metalmeccanico, poi un manovratore delle Ferrovie dello Stato.

Sostengo e seguo con attenzione ed affetto la loro protesta.

 

Antonio Amato.