(intervento di Antonio Amato, aula Consiglio Regionale della Campania, 22 Gennaio 2008)
Da qualche mese l’opposizione di centrodestra in Consiglio Regionale pratica uno sport pericoloso: afferma che la Giunta di centrosinistra al potere non ha autorevolezza a trattare con il Governo in un settore chiave per la vita della Campania come i trasporti.
Mi riferisco all’intervento dell’Onorevole Rivellini. Non sono abituato a fare polemiche, anche da Capogruppo non ne ho fatte nei confronti dell’opposizione; a me è sempre interessata la soluzione dei problemi, la produzione di questo Consiglio; a volte le polemiche bloccano il lavoro, però alcune volte vanno chiarite, perché l’eccesso non è più tollerabile.
Ai lavoratori del trasporto aereo, in agitazione per difendere il posto di lavoro dopo lo spacchettamento di Alitalia, dico che, al contrario, stiamo trattando per conservare attività preziose come quella di Atitech.
Non è vero che nella politica dei trasporti la Regione ha poca autorevolezza verso il Governo nazionale. Anzi, la Campania ha dimostrato autorevolezza, dando linee che sono servite anche ad altre regioni. Tutti sappiamo che la globalizzazione muove flussi di merci e persone; la Regione Campania non si è fatta trovare impreparata ed ha creato in questi anni infrastrutture e nuovi trasporti per attrarli.
Il senso dei corretti rapporti istituzionali imporrebbe all’opposizione di riconoscere queste cose in Aula, non di insinuare che la maggioranza abbia poca legittimità a trattarne con Roma. Dal momento che i rapporti istituzionali investono l’interesse delle comunità, dei cittadini e dei lavoratori.
Nella scorsa consigliatura il Consiglio Regionale ha approvato la legge regionale sul trasporto pubblico locale e promosso iniziative per una rete di trasporti aeroportuali. Ma il Governo di centrodestra sembra averlo ignorato per come ha gestito lo scioglimento di Alitalia, senza dare niente al Mezzogiorno nella riorganizzazione degli scali e degli slot.
L’imprenditore che ha assunto il ruolo di Primo Ministro ha fatto una politica provinciale che ha tagliato fuori il Sud. Sulla questione Atitech come Regione dimostreremo la nostra autorevolezza mandando una delegazione ad incontrare i vertici di CAI per risolvere la vicenda. Abbiamo anche stanziato risorse a favore dei nuovi trasporti e delle nuove stazioni, perché più se ne fanno, più servono strumenti e personale.
Il trasporto pubblico locale deve diventare la priorità del Consiglio: al Governo nazionale dobbiamo chiedere i fondi necessari a fare l’ammodernamento. Altrimenti, sarà una sconfitta per il Mezzogiorno.
Ci si accusa di aver lasciato a terra il settore dei collegamenti marittimi con le isole. Anche qui sembra che l’opposizione faccia più propaganda che confronto con dati alla mano. Che direbbero, se consultati, che come Consiglio Regionale abbiamo proposto di acquisire Caremar tramite la società regionale di trasporto. Sia per avere un ente pubblico in concorrenza con i privati, sia per abbassare i costi dei biglietti.
Ma Roma, sentiamo dire, ha cambiato idea su questo salvataggio, e ci lascia ancora una volta soli.
Da quello che come Consiglio Regionale abbiamo fatto sui trasporti viene uno strumento efficace per bloccare altri ”incidenti” sul lavoro: nei cantieri edili, nelle fabbriche, dovunque.
Nel capitolato d’appalto sulla portualità abbiamo previsto la rescissione del contratto alle aziende che violano l’osservanza delle norme di sicurezza sul posto di lavoro; è una regola che possiamo estendere ad altri settori.
A cominciare dalle ferrovie dove, tra Novembre e Dicembre scorsi, sono morti due operai: Ciro Cozzolino e Umberto Gambino, commemorati anche sul mio blog, per imperdonabili leggerezze nell’applicazione delle misure minime di sicurezza da parte delle ditte appaltatrici. Questi due giovani uomini, invece di trovare la certezza dell’avvenire, sul lavoro hanno trovato la morte.
In Aula ho chiesto al Presidente Bassolino e all’assessore al Lavoro Gabriele di verificare con i capitolati che le ditte non in regola subiscano la rescissione del contratto. L’ho chiesto alla Giunta e a tutti i colleghi consiglieri perché come dirigenti abbiamo a che fare non solo con le leggi per regolare al meglio la Campania, ma anche con la difesa della vita dei cittadini.
Abbiamo l’obbligo morale e politico di dare segnali forti quando sul posto di lavoro muoiono operai e tecnici per fare le infrastrutture moderne a beneficio di tutti i cittadini campani, quando dei lavoratori perdono la vita per costruire il nostro futuro.