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Amianto, partono le indagini sulla morte dei lavoratori della Fincantieri di Trieste e proseguono le mie iniziative a difesa dei lavoratori e delle loro famiglie

Commento

Indagati 14 dirigenti della Fincantieri di Monfalcone. All’epoca, Italcantieri. La Procura della Repubblica di Trieste ha riconosciuto le loro responsabilità per la morte di 21 operai, esposti all’amianto sul luogo di lavoro tra 1965 e ’85.

Omicidio colposo il reato per il quale i magistrati triestini chiederanno il rinvio a giudizio dei vertici dell’azienda, nell’indagine che tenta di far luce sulla malattia di 700 persone: 200 tra queste uccise da mesoteliomi e carcinomi ai polmoni.

L’indagine segue la condanna dello scorso Aprile a un anno di carcere dell’ex dirigente della Fincantieri di Monfalcone Manlio Filippi, riconosciuto colpevole (ma con pena sospesa) dal Tribunale di Gorizia per la morte di una dipendente di una ditta di pulizie.

L’inchiesta della Procura friulana apre un nuovo capitolo in materia di lotta alle malattie professionali e mi spinge ad intensificare il mio impegno e le iniziative di prevenzione del rischio amianto nelle fabbriche e negli ambienti di lavoro.

Come già a Settembre 2008, quando ho presentato nell’Aula del Consiglio Regionale un question time che chiedeva risposte precise all’assessore alla Sanità Angelo Montemarano sulla mancata partenza del Progetto di monitoraggio e tutela della salute dei lavoratori esposti al rischio amianto, continuo la mia battaglia e continuo a promuovere la partenza di questo importante progetto affinché anche in Campania le forze politiche e sindacali, insieme con gli imprenditori di buona volontà, possano costruire sul territorio un presidio costante a difesa della salute e della vita dei lavoratori.



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