Se è vero che alcune strutture sanitarie pagavano il pizzo ai casalesi bisogna revocare subito l’accreditamento
Commento
Se risultasse vero che alcune cliniche private e case di riposo del casertano pagavano il pizzo al clan dei casalesi, la Giunta regionale e l’Assessore Montemarano dovrebbero revocare immediatamente l’accreditamento a tali strutture sanitarie…
Guglielmo:
Sarebbe di estrema gravità se anche la camorra ufficiale entrasse nella sanità pubblica, già tanto inefficiente e insalubre; quando non addirittura autrice di regalini chirurigici che i malati spacchettano a sorpresa, anni dopo, dentro le budella.
3 ottobre 2008, 1:19 amDico “ufficiale” perché esiste anche quella in camice bianco che si avvantaggia dell’anonimato connaturale al pubblico, e degli irrimandabili bisogni di salute delle persone, per deviare i cittadini-pazienti in cubature private che (economicamente) li scuoiano vivi. Posticini chic, con bei nomi richiamanti i più vari e misericordiosi santi
(ai quali va però accordata piena presunzione di innocenza), dove gli stessi primari (che si sono costruiti una credibilità professionale solo grazie all’esercizio nel ramo pubblico) arrotondano in nero. Sempre con il camice bianco, s’intende. In pratica, nero su bianco. Anche se il nero non si vede. Grazie all’abbagliante candore del bianco.
Però, ecco, mi sento di aggiungere: oltre ad un regolamento che accerti preventivamente chi sono i privati a cui appaltiamo i servizi che il pubblico (per ragioni numerico-finanziario-operative) non riesce ad erogare, potremmo pensare anche dei dispositivi di controllo nascosti (magari da concordare con organi ispettivi, di polizia medica o via escgitando) da far scattare ex-post, e periodicamente, sull’operato medico-imprenditoriale degli attori privati, e concepiti in modo da cogliere anche i doppiolavoristi con le illustri e levigate dita nella marmellata. (Che peraltro gli fornisce l’orticello del buon vecchio contribuente-cittadino-paziente). Penso che si debba estrarre in piena luce anche quest’altro cattivo aspetto della sanità pubblica, altrimenti non ci spiegheremmo com’è che i migliori cervelli della professione medica spariscono per settimane dagli ospedali e il loro numero privato non lo conosce nessuno eccetto la CIA, i guaritori filippini, i macachi di Gibilterra e infine autentiche star del calibro di San Pietro. E, intanto, sulla terra dei comuni mortali (proprio la parola giusta) la liste d’attesa fanno come i debiti delle aziende ospedaliere (brutta parola per ospedali, più bella perché mente di meno): crescono. E i malati cronici? Anche, ma fanno come i dottoroni alla cui scienza c’inchiniamo negli studi privati: spariscono. Dove? Sotto i nostri piedi, naturalmente.
Hops, scusi signor morto Le ho sfranto una tibia… ma perché era qui in mezzo al giardino del Policlinico? Ah capisco, L’hanno messa in lista d’attesa nel 1941.
Luigi Er romano:
Caro Tonino è innegabile che per l’ennesima volta la Magistratura ha confermato che nei gravi scontri davanti alla discarica di PIANURA, erano coinvolti anche militanti di estrema-dx. e di destra, la questione era di dominio pubblico anche all’epoca dei fatti….certamente il 06 ottobre rimarrà nella memoria di molti degli arrestati.Per noi che abbiamo sempre scritto e detto chi interveniva pesantemente negli scontri, NON rimane la certezza che ABBIAMO VISTO GIUSTO.Saluti affettosi LUIGI ER ROMANO
7 ottobre 2008, 1:13 pm