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Commento
1) Mario Pollice mi chiede un parere sulla sanità. In Consiglio regionale in questa legislatura abbiamo lavorato bene approvando leggi importanti come il Piano ospedaliero regionale, la legge sulle nomine dei primari, il nuovo sistema di accreditamento e quella che istituisce la Soresa con la centralizzazione degli acquisti. In particolare l’approvazione del Piano ospedaliero era una riforma strutturale, attesa da anni, che abbiamo varato rispettando contestualmente l’impegno assunto nei confronti del governo Prodi, nell’ambito del patto per salute siglato a livello nazionale, creando le condizioni per razionalizzare le risorse, migliorare le prestazioni sanitarie, tagliare i rami secchi, ridistribuendo i posti letto senza tagliarne alcuno, potenziando tutte quelle discipline nelle quali c’è la famosa lista di attesa, istituendo il principio della Rete di servizi offerta ai cittadini. Insomma ci sono tutti gli strumenti legislativi per cambiare marcia nel campo della sanità. E’ necessario, in base anche all’intesa che facemmo con il governo Prodi, compiere uno sforzo in più nella direzione dell’eliminazione degli sprechi e di una maggiore razionalizzazione di tutto il sistema sanitario regionale. E’ quello che dobbiamo fare nelle prossime settimane, sapendo che dobbiamo muoverci con un forte senso di responsabilità, senza badare agli interessi localistici o a quelli dei notabilati consolidati ma al bene comune dei cittadini, garantendo innanzitutto l’efficienza dei servizi sanitari e tutelando il diritto alla salute. Su questa linea dobbiamo sfidare l’opposizione in Consiglio regionale ad uscire allo scoperto. Sarebbe incomprensibile se il centrodestra a Roma (dove è forza di governo) predicasse maggiori tagli e lotta agli sprechi, e in Campania cavalcasse le proteste localistiche per mettere in difficoltà il governo regionale e la maggioranza di centrosinistra. Tutto ciò, naturalmente, richiede un alto senso di responsabilità da parte della maggioranza per farsi carico dei problemi dei cittadini.
2) Ringrazio Massimo per avermi chiesto del mio impegno per le politiche sulla casa. Lo ringrazio perché in IV commissione regionale sto seguendo proprio queste tematiche. Sulla base della mia esperienza posso affermare che c’è bisogno di una vera e propria svolta nella politica della casa. Strada già tracciata dalla Regione Campania. E’ necessario rivedere un modello di edilizia pubblica che si è realizzato dagli anni 50. Non è possibile avere interi rioni senza attività economiche e produttive (vedi ad esempio Scampia ed altre zone periferiche della città di Napoli). La questione abitativa deve essere coniugata strettamente alla rivitalizzazione socioeconomica dei quartieri. Per questo mi sono battuto affinché per le politiche della casa venissero utilizzati, sia pur indirettamente per le spese di riqualificazione e risanamento territoriale e per gli insediamenti produttivi (artigiani, piccole e medie imprese), i Fondi europei, in particolare i Fondi Fas (Fondi per le Aree Sottosviluppati). E’ chiaro che sono previsti i fondi regionale e statali ed è altrettanto chiaro che, per attuare un programma che guardi alle categorie sociali disagiate ma anche a coloro che, non potendo accedere ai bandi Erp, non hanno la possibilità di accollarsi un mutuo o un canone a prezzo di mercato, occorre attrarre risorse private perché solo con i finanziamenti pubblici non ce la facciamo. Si è affermato il concetto di Edilizia Sociale. Tale concetto consente di riconnettere nell’attività delle opere di urbanizzazione le cubature destinate da alloggi. Ci consente(come è previsto nell’utilizzo dei fondi) di porre le condizioni per le realizzazioni di project financing con un mix di capitale pubblico e privato. E’ ciò che sta accadendo in molti comuni i quali hanno predisposto piani di riqualificazione di intere aree, in particolare ricordo i progetti predisposti nella zona Nord di Napoli. Per quanto concerne i fondi alle famiglie è stato istituito il contributo in conto interesse per l’accesso ai mutui delle giovani copie. Il contributo abbatterà gli interessi dei mutui fino a 14 anni con un bado che è stato pubblicato a luglio con scadenza il 9 settembre. Bisogna ora agire in due direzioni: da un lato la programmazione che dovrà incidere e portare a riforma strutturali; dall’altro l’emergenza dovuta al problema degli sfratti. Per questo è necessario accelerare i programmi, istituire da parte dei Comuni graduatorie per l’acquisto degli alloggi, per i contributi di sostegno al canone e per l’assegnazione degli alloggi Erp. Infine per quanto concerne situazioni specifiche sono disponibile a fare appositi riunioni, incontro per illustrare meglio i programmi, per dare una mano alla risoluzione dei problemi ma anche per ascoltare suggerimenti e modifiche da apportare a proposte di norme legislative che sono agli atti della IV commissione.
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