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Apertura Blog



14 commenti

  1. CIRO FERRANDINO:

    CARO ANTONIO,
    con l’apertura del tuo blog diventi il politico ideale. Affianchi alla tua presenza continua, reale e costante tra la gente e nei territori un valido strumento quale è intenet. Il tuo modo di fare politica, basato su umiltà e lealtà, è per me consigliere comunale (di Ischia) un esempio continuo che mi permette di stare sui problemi e vicino alla gente. Troppi nostri compagni una volta eletti consiglieri regionali dimenticano i territori e i cittadini….
    Complimenti sinceri.
    Ciro Ferrandino

  2. Carmela:

    Quando si vota, visto che ora parlate di voler parlare al territorio e di stare in mezzo alla gente? Quando mai l’avete fatto? Che bella faccia!

  3. Rosario Piscitelli:

    Complimenti per i blog venuti fuori come funghi , colui che vi parla crede molto nella comunicazione e, nella comunicazione reale non quella usata da alcuni giornalisti di parte per evidenziare questo o quel politico, o peggio denigrare qualche qualcuno o qualche azienda solo perchè non si ha avuto il favore chiesto . I blog sono una cosa seria, ed è molto importante che il titolare del blog sia lui stesso ad interagire con i visitatori e coloro lasciano un commento . In bocca al lupo a prescindere dal colore politico …

  4. Max:

    Elezioni europee in vista? Certo che avete una bella faccia tosta a ripresentarvi dopo le figure di m…a che ci avete fatto fare con l’emergenza rifiuti. Personalmente tra PD e PDL non vedo grosse differenze, sembrate quasi una combriccola per “infinocchiare” gli italiani…

  5. Claudia:

    La differenza è che un sito come questo, che nasce in area PD, ti risponde e ti chiede di contribuire alla discussione di piccoli e grandi problemi: dalla soluzione rifiuti alla patente di credibilità che si richiede ad un partito che non voglia “infinocchiare” gli italiani. Come dici tu. E continuerà a risponderti.

  6. Martino:

    Nessuno nega le responsabilità, ma non ti sembra un po’ qualunquista e demagogico mettere sullo stesso piano PD e PDL?

  7. lucia:

    finiamola di criticarci addosso senza riuscire ad esternare le vere esigenze che sono quelle di riallacciare i rapporti tra politica e cittadini.Non alimentiamo ulteriormente il qualunquismo.Bene Antonio Amato cosa ne pensi della posizione del sindacato rispetto al precariato in Campania?

  8. roberto squeglia:

    C’era una volta la politica degli ideali… Eh si, sembra l’inizio di una bella storia, ma è una bella storia che fa parte di un passato, e che ora, purtroppo, si avvia verso un triste finale. Finita l’epoca delle ideologie e degli uomini che fermamente hanno portato avanti e lottato per dei valori e per un futuro migliore, ci si avvia, ora, verso la demolizione di pilastri importanti della vita, di idee forti e coerenti e di valori veri e disinteressati.
    Il mondo della politica ci appare oggi come un mondo contorto e privo di fondamenta, un mondo nel quale chi ne fa parte cerca solo di percorrere un proprio interesse senza scrupoli o attenzioni per un benessere collettivo, un mondo non più fatto di ideologie, non più fatto di valori morali quanto di valori materiali, un mondo privo di attrazione e di capacità di coinvolgimento, un mondo fine a se stesso. E sorgono, così, i movimenti di ribellione (vedi le rivolte per l’immondizia) che, seppure a volte troppo pesanti, descrivono, in ogni caso, una realtà tangibile e manifestano in pieno il pensiero e la delusione della maggior parte degli italiani e, in particolare, dei giovani.
    Si, i giovani… quei giovani che vengono privati dell’idea di un futuro migliore, che vengono privati dei loro ideali, spezzati da chi di ideali non ne capisce un bel niente, da chi antepone il prestigio e la carriera alla coerenza, ai puri valori e alle idee concrete, da chi promette, inizialmente, di migliorare le cose per gli altri e poi, ancora una volta, antepone se stesso e il proprio benessere a quello della collettività. Calano, così, i consensi, cala la fiducia, calano i sogni e le speranze di chi credeva in quella che si definiva e sottolineo il termine “si definiva” POLITICA. E ci si accorge di dover fare i conti con una realtà politica che è tutt’altro di quella che in molti, forse ingenuamente o utopisticamente, credevano e si aspettavano. Ci sono molti giovani, infatti, che vorrebbero vivere di politica, intesa nel vero senso della parola, ma che si accorgono troppo presto di come quel mondo non sia come ci si attendeva e così, giustamente, crolla il loro interesse e la loro voglia di coinvolgimento.
    Per non parlare poi della nostra piccola e povera politica locale fatta solo di scontri, dissensi, divisioni, perseguimento di obiettivi personali e, per concludere, cambi di rotta a massa solo per inseguire non un partito ma una persona. Questa è la rappresentanza politica del nostro paese… ed è impossibile non soffermarsi un attimo per chiedersi “ma gli ideali e la coerenza, i valori sani, umili e leali dove sono?”. In questo caso si dimostrano essere solo parole senza significato, per una politica locale troppo presa da altri obiettivi per soffermarsi a parlare di moralità, coerenza, valori, ideologie, benessere collettivo, partecipazione, coinvolgimento, consenso… Si fa del potere non un’ arma orientata a raggiungere un bene supremo, ma un’arma per raggiungere posizioni personali di popolarità.
    E i cittadini che ruolo assumono in tutto questo? Beh restano solo dei mezzi da utilizzare nel momento in cui c’è bisogno, da parte dei candidati, di giungere alla ribalta elettorale per poi percorrere strade lontane dal bene comune, rinunciando, così, a forgiare identità e ad imporre programmi di lungo periodo. Cittadini che restano, però, immobili di fronte a ciò che non va e non trovano il coraggio di cambiare, invece di eludere, uno stato di cose riprovevoli. Cittadini, forse, a volte troppo delusi, demoralizzati e disincantati da restare privi, anche, della forza per portare avanti le proprie idee e per farle valere contro tutto.
    Non è questo ciò che intendiamo per POLITICA e forse è una cosa così diversa e così complicata che neppure la si può spiegare, ma sono certo che non è sempre stata così e che qualcuno, forse in tempi lontanissimi, ha davvero fatto della vera politica un’arte di vita.

  9. Ferrante:

    Sì esatto, mi aggancio a Lucia:
    un filo rotto si riallaccia con nuovo cotone; nel nostro caso, il nuovo cotone è la soluzione del problema lavoro, partendo proprio dalla grande ferita sociale del precariato.
    Su questo, si può avere fiducia in un politico come Antonio Amato che proviene dal mondo operaio e nelle sue urgenze, esigenze ancora si identifica e per esse troverà sempre il tempo e la voglia di battersi.

  10. marco:

    bella notizia, hanno siglato accordo Alitalia, entra Air France…

  11. redazione:

    A proposito di Alitalia,
    cari amici bloggers (frontshooters inclusi), cosa ne pensate di una soluzione con Air France e Lufthansa nel capitale come soci di minoranza: è un’opportunità o una minaccia per l’italianità della compagnia? E, a livello regionale, quale soluzione proporreste a sindacati e datori per l’Atitech? Privatizzare o regionalizzare? E i debiti?
    Sotto con le risposte: mettetele in pista!

  12. Rita:

    Carissimi

    *sul sito del Quirinale scriviamo al Presidente della Repubblica
    chiedendo di **non firmare il decreto Gelmini.
    stanno arrivando migliaia di firme.
    Scriviamo tutti insieme al Presidente della Repubblica! *

    Anche se so che Il Capo dello Stato ha firmato il decreto e NON può non firmare la sua conversione
    in legge, a meno che Le modifiche apportate al testo originale non
    contengano norme palesemente anticostituzionali.
    PROVIAMOCI LO STESSO
    Rita

  13. Michele:

    Credo che il PD sia il volano per il rinnovo politico, è giusto che i giovani si appassionino alle vicende politiche ed ogni forma di partecipazione democratica è utile per capire e creare.
    Pertanto io vedo questo blog come un invito alla partecipazione.
    Gli errori possono ripararsi solo se riconosciuti tali da chi con occhio critico ed appassionato riesce ad evidenziarli e a proporre le proprie soluzioni,giuste o sbagliate che siano.
    Buon Giovedì sera.

  14. antonio:

    Ciao Antonio,
    ti scrivo perchè in questi giorni ricorre un triste evento,in quanto ricorre il primo anno che è venuto a macare un caro amico,anch’egli si chiamava Antonio, morto in questo paese perchè portava avanti la famiglia lavorando a nero ed in precarie condizioni.Cosi come tanti altri lavoratori morti sui posti di lavoro. Ancora piu’ starziante in questa città ed in questa parte del Paese.Tre di noi tra cui anch’io ed altri due ci siamo dati da fare ed abbiamo realizzato un viedo ed una canzone per non dimenticare tutti coloro che al mattino si alzano per portare la “pagnotta” a casa e tirare a campare.Il lavoro e le morti non vanno d’accordo vorrei invitarti a discutere sul tema delle prevenzione sui posti di lavoro, insieme potremmo costruire e costruire un percorso comune su questo tema legato al lavoro,alla dignità, alla sicurezza e al ricordo che anche tu sei stato un lavoratore come noi. Speriamo di costruire una strada comune che possa sempre tenere alto il rispetto per chi lavora e suda per un paese migliore e diverso.

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